
La storia è quella di Candice White, un’orfana che, in preda alle avversità e alle brutture della vita non troverà riscatto o il grande amore, ma la pace con se stessa e col mondo, che insegue per 115 puntate.
Siamo di fronte a uno degli anime meno “anime” che la storia dell’animazione giapponese abbia mai esportato in Italia. Nato come romanzo, scritto dalla brava Kyoko Mizuki, trasportato in manga dalla Igarashi (anche "mamma" di Giorgie), Candy Candy arriva nel nostro paese nel 1980, trasmesso da reti locali. Perché parlo di un anime “poco anime”? Perché Candy ha più il sapore di una fiction, di una bella ed emozionante fiction televisiva per adolescenti e non. Il format non si incastra con nessuna delle produzioni animate trasmesse in Italia nei primi anni ’80. Anche se a un occhio poco allenato potrebbe sembrare “l’ennesima orfanella” Candy, come vedremo, è molto di più!
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